KEO

di e con Elena Sgarbossa
disegno luci Simone Sonda
grazie a Anna Grigiante , Ilaria Marcolin, Marco D’Agostin, Pablo Tapia Leyton, Vittoria Caneva
con il sostegno di Fondazione Romaeuropa, Operaestate Festival/CSC Centro per la Scena Contemporanea del Comune di Bassano del Grappa, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Cango/Centro nazionale di produzione sui linguaggi del corpo e della danza Firenze, Gender Bender di Bologna e Fondazione CRT Centro di Ricerche Teatrali/Teatro dell’Arte, Zebra Cultural Zoo.
Vincitore di DNAppunti Coreografici 2018


Keo è un satellite artificiale contenente una capsula del tempo il cui lancio in orbita è previsto per il 2019.
Quest’ultima porterà con sé messaggi da parte degli abitanti della Terra che saranno destinati all’umanità tra 50.000 anni, quando dovrebbe rientrare nell’atmosfera terrestre.
Tutte le persone sono invitate a contribuire al Keo Project con il proprio messaggio che permetterà a chi verrà dopo di noi di essere testimone di questo nostro tempo, di questa versione di noi.
Con la stessa modalità l’autrice instaura un dialogo con il pubblico lasciando che sia proprio questo confronto a nutrire la sua danza.

E se la capsula del tempo, tra 50.000 anni, ritornasse sulla Terra e venisse aperta da una versione di noi molto distante da ciò che siamo ora? Una società, una cultura, una lingua diversa.
Cosa succede quando non capiamo noi stessi?
Sopravvive la volontà di comunicare? Sopravvive lo sforzo del tentare di capire?